Iva al 21%, contributo di solidarietà e pensioni. Queste le ultime novità della Manovra di Ferragosto

Il Governo ha ritoccato nuovamente il testo della manovra che era stato approvato domenica dalla commissione Bilancio del Senato. Queste le modifiche  presentate ieri al Senato in un maxiemendamento: Iva ordinaria  al 21%, fino al raggiungimento del pareggio di bilancio contributo di solidarietà del 3% sui redditi al di sopra dei 300.000 €, adeguamento delle pensioni delle donne nel settore privato dal 2014. Attenuate le misure previste dalla manovra di Ferragosto in materia di diritto penale tributario per gli evasori fiscali. I nuovi interventi saranno approvati oggi da Palazzo Madama per poi passare alla Camera per l’ok definitivo, che dovrebbe giungere verso metà della settimana prossima, anche se non si esclude un anticipo a sabato.

Aumento dell’Iva

Con l’aumento dell’Iva di un punto percentuale si dovrebbe garantire la copertura della manovra per circa 4 miliardi di Euro. L’aliquota ordinaria dell’Iva è oggi al 20% e passerebbe pertanto al 21%, mentre resterebbero inalterate le altre aliquote ridotte del 4% e del 10%. Tra i beni che saranno colpiti dal nuovo aumento si segnalano giocattoli, televisori, auto, moto, abbigliamento e calzature, detersivi, stabilimenti balneari, pacchetti vacanza con conseguenze negative – secondo Confcommercio – per i consumi.

Super-Irpef

Il Governo torna sui suoi passi prevedendo il contributo di solidarietà che questa volta, però, si assesta all’aliquota del 3% per i redditi superiori a 300.000 €, interessando 34 mila contribuenti. L’ipotesi iniziale prevedeva il 3% per i redditi superiori a 500.000 €, ma gli italiani interessati sarebbero stati solamente 11.500. Ricordiamo che nel testo iniziale della manovra di Ferragosto, poi cancellato, il contributo di solidarietà avrebbe dovuto colpire i redditi superiori a 90.000 €, con aliquota del 5%, e i redditi superiori a 150.000 € con aliquota del 10%.

Pensioni rosa

Stretta sulle pensioni rosa: previsto l’adeguamento delle pensioni delle donne nel settore privato a partire dal 2014 anziché dal 2016. In questo modo viene anticipato il graduale innalzamento a 65 anni dell’età pensionabile, che porterà l’entrata a regime della misura dal 2028 al 2026, con un risparmio di quasi 4 miliardi di Euro.

Sospensione condizionale della pena

Ritoccata la norma in materia di diritto penale tributario prevista con la Manovra di Ferragosto: si tratta, in particolare, della misura relativa all’inapplicabilità dell’istituto della sospensione condizionale della pena in caso di imposta evasa o non versata superiore a 3 milioni di euro, con riguardo ai delitti previsti dagli artt. 2-10-quater del D.lgs. n. 74/2000. Secondo la modifica del maxiemendamento, infatti, non solo l’evasione deve ammontare a 3 milioni di euro, ma dovrebbe anche coincidere con almeno il 30% del fatturato.

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