La Consulta sulla conversione lire – euro

La Corte Costituzionale, con sentenza 7 ottobre/5 novembre 2015, n. 216 dichiara l'illegittimita'  costituzionale   dell'art.   26   del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della  legge  22 dicembre 2011, n. 214, nella parte che ha disposto l' estinzione  del  diritto  di  convertire banconote, biglietti e monete in lire ancora in circolazione. Con tale legge il diritto è stato anticipato dal 28 febbraio 2012 al 7 dicembre 2011.

Dunque, la norma contrasta, in primo luogo, con gli  artt.  3  e  97   Cost.,   sotto   i   profili   della   lesione dell'affidamento nella sicurezza giuridica,  dell'irragionevolezza  e dell'ingiustificata preferenza accordata ai possessori di titoli  del debito pubblico, perche' avrebbe disposto, in via anticipata rispetto alla scadenza dell'originario termine di prescrizione, fissata al  28 febbraio 2012, una vera e propria estinzione immediata del diritto di convertire in euro le banconote, i biglietti  e  le  monete  in  lire ancora in circolazione.

    La norma contrasterebbe, in secondo  luogo,  con  gli  artt.  42, terzo comma, e 117, primo comma, Cost., quest'ultimo  in  riferimento all'art.  1  del  Protocollo  addizionale  alla   CEDU,   in   quanto realizzerebbe, di fatto, una sorta di  espropriazione  ai  danni  dei possessori delle banconote in lire, della quale beneficiano in  prima battuta lo Stato, mediante il trasferimento del relativo controvalore al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato, e in ultima  analisi i possessori  dei  titoli  del  debito  pubblico,  che  vedono  cosi' rafforzata la garanzia dei loro crediti.