Ape aziendale: serve un accordo scritto

La circolare INPS di istruzioni sull'ape volontario uscita il 13 febbraio si occupa anche del cosiddetto APE aziendalle, definito dall'Inps "incremento  del montante contributivo individuale" .

Si tratta  della possibilità di un accordo tra datore di lavoro e dipendente che richiede l'APE,  per cui l'azienda versa per il dipendente  un importo contributivo aggiuntivo, per ciascun anno di anticipo, pari almeno al  minimo annuale previsto per legge.

Tale versamento deve coincidere con il  momento di erogazione della prima mensilità di APE da parte dell'INPS e  consente di incrementare il  montante su cui si calcolerà la pensione definitiva, cosicché il rimborso del prestito APE diventa meno oneroso.

Ricordiamo infatti che  l'indennità mensile APE , anticipata dagli istituti di credito convenzionati per un massimo di 3 anni e sette mesi prima dell'età pensionabile, va restituita in rate ventennali trattenute sull'assegno pensionistico definitivo.

L'accordo per il versamento dell'ape aziendale va effettuato in forma scritta  ed è irreversibile, nel senso che il datore di lavoro che lo firma si impegna al versamento  al momento della notifica INPS di decorrenza della prima mensilità di aAPE  e sottosta ad eventuali sanzioni per omissione contributiva, come per la contribuzione obbligatoria.

Il dipendente, dopo aver ottenuto dall'INPS la certificazione dei requisiti  dovra allegare tale accordo alla domanda di APE vero e proprio.

La circolare INPS specifica che  sono interessati al meccanismo dell'incremento dell'APE:

  • i datori di lavoro privati  a prescindere dalla gestione previdenziale di appartenenza
  • i fondi di solidarietà, che dovranno però  preventivamente inserire  questa prestazione nel loro regolamento
  • gli enti bilaterali 
  • le Casse edili .

Sono escluse le pubbliche amministrazioni.

L'istituto specifica che tale importo  non incrementa  l'anzianità contributiva del dipendente.